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Sicurezza, il Governo alza il livello: cosa cambia davvero

Dal Consiglio dei Ministri un decreto-legge e un disegno di legge per rafforzare deterrenza e prevenzione: coltelli, minori, manifestazioni, criminalità predatoria e nuovi poteri amministrativi al centro dell’intervento

Il Governo ha varato un articolato pacchetto di misure su sicurezza e ordine pubblico. Previsti più divieti, sanzioni amministrative rapide, stabilizzazione delle zone rososse, nuove aggravanti e l’introduzione di un fermo di prevenzione fino a 12 ore. Rinviato a un provvedimento successivo il capitolo immigrazione in senso stretto.

Si è riunito nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri. Al termine, in conferenza stampa, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno illustrato i provvedimenti approvati: un decreto-legge e un disegno di legge che ridisegnano in modo significativo l’assetto degli strumenti di sicurezza pubblica e prevenzione.

L’impianto complessivo si articola in due testi distinti. Il decreto-legge, composto da 33 articoli, introduce misure urgenti in materia di sicurezza, funzionalità delle forze di polizia e, in parte, profili collegati anche alle migrazioni. Il disegno di legge, di 29 articoli, è invece prevalentemente dedicato alla sicurezza, mentre la disciplina più organica su immigrazione e protezione internazionale viene rinviata a un successivo intervento.

La linea dichiarata dal Governo è duplice: rispondere a fenomeni ritenuti in crescita – dal porto di armi improprie alla criminalità predatoria, fino agli episodi violenti in contesti urbani e durante le manifestazioni – e rendere più effettive le conseguenze per chi viola le regole, puntando su sanzioni amministrative considerate più rapide e incisive rispetto a pene penali di lieve entità.

Uno dei capitoli centrali riguarda la stretta su coltelli e strumenti atti ad offendere. Accanto alle previsioni penali già esistenti, viene introdotto un apparato di sanzioni amministrative giudicato più immediato. Il pacchetto interviene sul rafforzamento del divieto di porto, sulla vendita ai minorenni e sulla responsabilità dei genitori o di chi esercita la potestà genitoriale in caso di violazioni commesse dai minori.

Il tema viene esplicitamente collegato anche alla posizione dello straniero: il porto di coltelli rientrerebbe tra le condotte che possono portare all’arresto facoltativo in flagranza e, in caso di arresto, al divieto di ingresso o all’espulsione se la persona è già presente sul territorio nazionale.

Sul fronte dei minori, il Governo amplia i casi in cui può essere applicato l’ammonimento del questore anche nella fascia tra i 12 e i 14 anni, richiamando la cornice già introdotta con il decreto Caivano. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la prevenzione senza incidere sull’età della punibilità, ampliando il catalogo dei reati che consentono un intervento anticipato delle autorità.

Interventi rilevanti riguardano anche i reati contro il patrimonio. Viene annunciato il ritorno al perseguimento d’ufficio per alcune condotte, tra cui il furto con destrezza, e l’introduzione di una fattispecie specifica per rapine ai danni di istituti di credito, portavalori e sportelli automatici, con una cornice sanzionatoria mirata su fenomeni ritenuti particolarmente allarmanti.

Il ministro Piantedosi in conferenza stampa

Ampio spazio è dedicato alla stabilizzazione delle cosiddette zone rosse. Dopo le sperimentazioni degli ultimi anni, queste aree a controllo rafforzato e videosorvegliato diventano uno strumento strutturale, attivabile dai prefetti senza ricorrere a misure straordinarie, rispondendo a una richiesta avanzata da diversi sindaci.

Il pacchetto include anche l’estensione della confisca di veicoli e altri beni quando utilizzati per agevolare reati, in particolare legati agli stupefacenti, e il rafforzamento del fondo sicurezza urbana per sostenere i Comuni, anche attraverso il finanziamento degli straordinari delle polizie locali.

Il punto più delicato resta l’introduzione del cosiddetto fermo di prevenzione. La misura consentirebbe di accompagnare una persona negli uffici di polizia e trattenerla fino a un massimo di 12 ore, in presenza di condizioni predeterminate e in contesti specifici come manifestazioni pubbliche. Sono previste garanzie procedurali e un raccordo con l’autorità giudiziaria, che potrà disporre la liberazione se non sussistono i presupposti. Su questo aspetto il Governo rivendica un confronto con il Quirinale.

Tra le altre misure figurano l’introduzione di un illecito penale per chi si dà alla fuga dopo l’alt mettendo a rischio l’incolumità pubblica, la depenalizzazione di alcune violazioni legate alle manifestazioni sostituite da sanzioni amministrative più efficaci, una nuova aggravante per le violenze contro il personale scolastico e norme organizzative per accelerare assunzioni e progressioni nelle forze di polizia fino al 2028.

Il capitolo immigrazione, infine, viene esplicitamente rinviato a un disegno di legge dedicato, anche in vista del raccordo con il quadro europeo e l’entrata in vigore del Patto migrazione e asilo.

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