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Trump attacca Kiev e difende i negoziati con Mosca: “Ucraina esclusa? Hanno avuto anni per fare un accordo”

Il presidente Usa si dice fiducioso dopo i colloqui in Arabia Saudita: “La Russia vuole fermare la barbarie”. Delusione per le critiche di Zelensky

Mar-a-Lago (Florida) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha difeso i recenti negoziati tra Washington e Mosca svoltisi in Arabia Saudita, nonostante l’esclusione dell’Ucraina, che ha suscitato l’ira di Kiev. “Ho sentito che sono arrabbiati per non avere un posto al tavolo dei negoziati. Ce lo hanno avuto per tre anni… Allora non avrebbero dovuto iniziare la guerra”, ha dichiarato Trump dalla sua residenza di Mar-a-Lago, scatenando nuove polemiche.

Il presidente ha descritto i colloqui come “molto positivi”, aggiungendo che è “molto più fiducioso” sulla possibilità di raggiungere un accordo con Mosca. Ha anche annunciato un possibile incontro con Vladimir Putin entro la fine del mese.

Secondo Trump, la Russia sarebbe intenzionata a fermare quella che ha definito “barbarie selvaggia”, mentre ha criticato duramente il conflitto in corso: “È una guerra insensata che non sarebbe mai dovuta accadere. Se fossi stato presidente, non sarebbe mai iniziata”. Parole accompagnate da immagini evocative del conflitto: “È come Gettysburg. Corpi ovunque, soldati uccisi a migliaia ogni settimana”, ha affermato, sottolineando le gravi perdite tra russi, ucraini e persino volontari stranieri.

Sulle polemiche sollevate da Volodymyr Zelensky, che aveva denunciato i negoziati senza l’Ucraina come “una discussione sul nostro futuro senza di noi”, Trump ha replicato seccamente: “Sono molto deluso dalle sue critiche. Hanno avuto anni per negoziare un accordo prima che la situazione degenerasse”.

Il presidente Usa si è mostrato aperto alla possibilità che truppe europee possano essere impiegate come forza di pace in Ucraina, escludendo però il coinvolgimento diretto di soldati americani: “Francia e Regno Unito si sono detti disponibili. È una buona idea”.

Trump ha poi ribadito che l’invasione russa non si sarebbe verificata durante la sua presidenza, allargando il discorso anche alla crisi in Medio Oriente e all’economia americana: “Se fossi stato presidente, l’attacco del 7 ottobre in Israele non sarebbe avvenuto. E nemmeno l’inflazione che stiamo vivendo oggi. Tutto causato da cattive politiche energetiche e spese sconsiderate”.

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