Alla firma delle prime fasi del Gaza Deal presenti anche Macron, Merz, Starmer, Sánchez, Erdogan, Al-Sisi, l’emiro del Qatar e la premier italiana Giorgia Meloni. “In un’ora abbiamo chiuso 32 anni di conflitto.”
Meloni: “Oggi è una giornata storica: gli ostaggi sono stati liberati, un risultato straordinario frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell’attuazione della prima fase del Piano di pace per il Medio Oriente del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ora si apre una nuova fase: consolidare il cessate il fuoco e dare piena attuazione all’accordo per costruire un futuro di pace e di stabilità duratura. L’Italia continuerà a sostenere con convinzione questo percorso, nella consapevolezza che la pace si costruisce con i fatti, non con le parole”.
A Sharm El-Sheikh, davanti ai leader mondiali riuniti per firmare le prime fasi dell’accordo su Gaza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito l’intesa raggiunta “un momento storico per il Medio Oriente e per il mondo”. “Finalmente, dopo tremila anni – o cinquecento, a seconda delle interpretazioni – arriviamo a questo punto. Qualunque sia la cifra, è un tempo lunghissimo, e il fatto che oggi siamo qui dimostra quanto sia importante ciò che stiamo facendo”, ha detto Trump aprendo il suo intervento.
Il presidente americano ha ricordato come questa trattativa sia stata “probabilmente la più difficile” della sua carriera diplomatica, ma anche la più significativa. Ha ringraziato i membri del suo team e soprattutto i Paesi coinvolti nel negoziato: “Siete stati straordinari e i vostri Paesi incredibili. Spesso non vi viene riconosciuto abbastanza: vivete in una regione difficile, siete circondati da sfide, ma senza di voi questo accordo non sarebbe stato possibile.”
Trump ha poi dedicato ampi passaggi ai singoli leader presenti. Ha lodato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, definendolo “un tipo tosto, ma sempre affidabile”: “La Turchia ha uno degli eserciti più potenti al mondo, anche più di quanto non dica lui stesso. Ogni volta che ho avuto bisogno di lui, è sempre stato al mio fianco. La NATO lo considera difficile, mi chiamano per chiedermi di parlare con lui, e lui non ci delude mai.”
Parole di grande apprezzamento anche per il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, “grande leader e grande generale”, rappresentante di “una civiltà antichissima, la più antica del mondo con seimila anni di storia”. Trump ha ricordato il loro primo incontro durante la campagna elettorale del 2016 contro Hillary Clinton: “Ci siamo piaciuti subito. Lui ha aspettato un’ora e mezza per incontrarla, e l’incontro è durato due minuti. Non lo dimenticherò mai.”

Il presidente statunitense ha poi sottolineato la portata storica dell’accordo, che vede riunite “alcune delle nazioni più potenti e ricche del mondo”, molte delle quali “non erano mai state dietro a nessuno prima d’ora”: “Due Paesi hanno combattuto per 32 anni, e in circa un’ora abbiamo trovato un’intesa. Ora vanno d’accordo e si piacciono anche.”
Trump ha voluto ringraziare anche l’Italia e la premier Giorgia Meloni, “una leader molto forte che sta facendo un lavoro straordinario”. Ha spiegato che, dopo la firma dell’accordo, seguirà un discorso ufficiale e poi un incontro a porte chiuse tra i leader per discutere altre questioni senza la presenza dei media.
Nella parte conclusiva del discorso, Trump ha elogiato il lavoro dei giornalisti presenti: “Avete trattato questo accordo con grande rispetto. Conoscete l’importanza di ciò che stiamo facendo ed è stato bello vedere la correttezza con cui ne avete parlato. Questo accordo è incredibile, non solo per il Medio Oriente ma per il mondo intero. Vorrei che i media fossero così anche su altri temi, ma forse è chiedere troppo.”
Con un ultimo ringraziamento ai leader presenti e ai mediatori del negoziato, Trump ha chiesto che fossero portati i documenti per la firma ufficiale dell’accordo, aprendo così quella che ha definito “una nuova era di pace e cooperazione internazionale”.


