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Trump chiede a Putin di fermare i bombardamenti su Kiev

Dopo l’attacco più grave dell’ultimo anno sulla capitale ucraina, il presidente USA invoca la pace e accusa Zelensky di ostacolare l’accordo

Dopo il massiccio attacco missilistico russo, il presidente Donald Trump ha chiesto pubblicamente a Vladimir Putin di fermarsi, ribadendo la necessità di un accordo di pace. Il Presidente americano si è mostrato sempre più pessimista sull’esito dei negoziati e ha cercato di anticipare eventuali accuse di fallimento, scaricando la responsabilità su Zelensky.

Donald Trump ha lanciato un appello diretto al presidente russo Vladimir Putin affinché fermi la campagna di bombardamenti in Ucraina, dopo quello che è stato definito l’attacco più letale su Kiev degli ultimi dodici mesi. In un messaggio diffuso sui social, il presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Non necessario, e pessimo tempismo. Vladimir, STOP! Muoiono 5000 soldati a settimana. Concludiamo l’accordo di pace!”.

L’intervento arriva in un momento delicato dei negoziati tra Russia e Ucraina, che rischiano di naufragare. Secondo fonti della Casa Bianca, l’amministrazione Trump avrebbe minacciato di ritirarsi dai colloqui se l’Ucraina non accettasse una proposta americana fortemente favorevole a Mosca. Un piano che prevede, tra l’altro, la rinuncia dell’Ucraina a entrare nella NATO e concessioni territoriali quasi totali alla Russia, in cambio di garanzie di sicurezza offerte dagli europei. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto l’offerta, irritando profondamente Trump.

Fino a ora il presidente americano ha evitato critiche dirette a Putin, concentrando invece le sue invettive su Zelensky, definito un “dittatore” e il principale ostacolo alla pace. Nell’incontro di giovedì con il primo ministro norvegese, Trump ha chiarito: “Questa non è la mia guerra. È la guerra di Biden”.

Alle richieste di chiarimenti su possibili nuove sanzioni contro Mosca, Trump ha evitato di esporsi, limitandosi a dire che sarà il caso di “riparlarne tra una settimana”, lasciando intendere che ogni decisione dipenderà dai progressi diplomatici.

Trump ha inoltre affermato che la Russia ha accettato di non tentare di conquistare l’intera Ucraina, sottolineando le difficoltà che Kiev incontrerebbe nel riconquistare i territori persi sotto le presidenze Obama e Biden, incluso il recupero della Crimea, annessa da Mosca nel 2014.

In visita alla Casa Bianca anche il segretario generale della NATO, Mark Rutte, che ha dichiarato di aver avuto un “ottimo incontro” con Trump e si è detto fiducioso sul prosieguo dei negoziati. Secondo Rutte, “la palla è ora nel campo della Russia”.

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