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Trump – Putin: attesa per il colloquio sulla guerra in Ucraina

La telefonata tra i due leader potrebbe segnare un passo verso una tregua (ascolta)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlerà domani con l’omologo russo Vladimir Putin per discutere di una possibile fine della guerra in Ucraina. Intanto, la sua amministrazione ha deciso di ritirarsi da un organismo internazionale dell’UE che indaga sui crimini di guerra russi. Mosca ribadisce la contrarietà alla presenza di peacekeeper NATO in Ucraina, mentre il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, sottolinea la necessità di una tregua prima di ipotizzare una missione ONU. Il Consiglio Affari Esteri dell’UE, presieduto da Kaja Kallas, discute nuovi aiuti militari a Kiev. Il ministro Antonio Tajani conferma la posizione del governo italiano, in attesa degli sviluppi del colloquio tra Trump e Putin.

Trump sente Putin: focus sulla guerra in Ucraina

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che domani, martedì, avrà un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin per affrontare la questione della guerra in Ucraina. La conferma è arrivata anche dal Cremlino, con il portavoce Dmitry Peskov che ha dichiarato che la conversazione è in fase di preparazione, secondo quanto riportato dall’agenzia russa Ria Novosti.

Parallelamente, il New York Times riferisce che l’amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi dall’organismo internazionale creato dall’Unione Europea nel 2023 per indagare sui crimini di guerra russi, tra cui quelli imputati allo stesso Putin. Una scelta che segna un’ulteriore distanza dalla linea adottata dal presidente Biden, il quale aveva sempre sostenuto la necessità di ritenere Putin responsabile per l’invasione dell’Ucraina.

Mosca avverte: “Nessun peacekeeper NATO in Ucraina”

Sulla piattaforma X, l’ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitry Medvedev, ha ribadito la posizione della Russia contro la presenza di forze di pace della NATO in Ucraina, avvertendo che ciò significherebbe un’escalation militare. “Macron e Starmer fingono di non capire – ha scritto Medvedev –. I peacekeeper devono provenire da Stati non appartenenti alla NATO”.

Crosetto: “Missione ONU solo dopo una tregua”

Sul tema di una possibile missione internazionale in Ucraina, il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha sottolineato che l’eventuale presenza di truppe dell’ONU potrebbe essere una garanzia di stabilità, ma ha precisato che “discuterne prima di una tregua è molto difficile”. Crosetto ha inoltre ribadito che la decisione di un eventuale intervento italiano dovrà passare per il Parlamento.

Il ministro ha poi escluso la possibilità di un esercito europeo, affermando che i trattati comunitari non lo prevedono. “Le forze armate europee sarebbero come quelle della NATO: un insieme di eserciti nazionali che collaborano tra loro”.

L’UE valuta nuovi aiuti militari per l’Ucraina

A Bruxelles, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono riuniti per discutere della guerra in Ucraina, delle relazioni con gli Stati Uniti e della crisi in Medio Oriente. Il vertice è stato presieduto dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, che ha confermato il sostegno politico a un nuovo pacchetto di aiuti militari per Kiev da 40 miliardi di euro nel 2025. Tuttavia, ha precisato che ci sono ancora dettagli da definire e che dovranno essere coinvolti anche i ministri della Difesa.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito la posizione del governo Meloni, sottolineando che Roma attende di conoscere gli esiti del colloquio tra Trump e Putin prima di prendere decisioni definitive. “Noi sosteniamo le iniziative per arrivare a un cessate il fuoco e poi alla pace”, ha dichiarato Tajani, aggiungendo che l’Italia è impegnata a raggiungere l’obiettivo del 2% del PIL per le spese NATO.

Sulle proposte di Kallas per un maggiore supporto economico all’Ucraina, Tajani ha detto che saranno valutate con attenzione, ma che prima occorre “sapere i risultati del dialogo tra Trump e Putin”. Ha poi sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza dell’Ucraina anche dopo la fine del conflitto, ipotizzando un meccanismo simile all’Articolo 5 della NATO per la difesa del Paese.

Il Consiglio Europeo di giovedì sarà un banco di prova per le posizioni dei vari governi, ma Tajani si è detto ottimista sulla possibilità di trovare un accordo su un documento unitario.

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