Trump annuncia un nuovo incontro con Putin a Budapest per discutere la pace in Ucraina. Ma il mandato d’arresto internazionale contro il leader russo potrebbe far saltare tutto
Donald Trump torna a scommettere sulla diplomazia personale. Dopo una lunga telefonata con Vladimir Putin, il presidente americano ha annunciato un vertice a Budapest per “fermare la guerra” in Ucraina. Ma questa volta, l’ostacolo non è politico. È legale.
Putin è sotto mandato d’arresto internazionale emesso dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra. Per raggiungere l’Ungheria, dovrebbe sorvolare Paesi — come Polonia o Romania — che fanno parte della Corte e sarebbero obbligati a eseguire l’arresto.

Budapest è diventata un rifugio diplomatico ideale: l’Ungheria di Viktor Orban sta abbandonando la Corte penale internazionale, e proprio questa decisione rende possibile un incontro che altrove sarebbe impensabile.
Intanto Trump continua a oscillare tra fermezza e cautela. Dopo aver minacciato sanzioni contro Mosca e ventilato l’invio di missili a Kyiv, ora torna a puntare sul dialogo diretto, convinto che la sua “relazione personale” con Putin possa accelerare la fine del conflitto.
Ma resta un interrogativo: è davvero possibile negoziare la pace mentre uno dei protagonisti del tavolo è ricercato dalla giustizia internazionale?


