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sabato, Ottobre 1, 2022

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Ucraina, Mario Draghi risponde alla Camera sulla emergenza umanitaria

Diverse le domande poste al Premier italiano dai Deputati della Camera, la prima arriva da Luca Rizzo Nervi del PD e riguarda “la più grande crisi umanitaria dal secondo dopoguerra: più di un milione e mezzo di cittadini ucraini stanno fuggendo dai bombardamenti, dalla distruzione delle loro città, dall’assurdità di questa guerra crudele. Sono, per lo più, donne e un gran numero di bambini, che lasciano in uno strazio senza fine le loro comunità, le famiglie di origine, i loro papà, bambini che sono la metà di tutti i profughi in fuga, profughi che, per la prima volta, avranno un’immediata protezione europea”

Draghi, interrogato risponde sulle iniziative urgenti che il Governo intende adottare per rispondere e coordinare la risposta italiana

“Prima di tutto voglio ringraziare, a nome del Governo e mio personale, tutti coloro che, in questi giorni, si sono mobilitati spontaneamente per sostenere la popolazione ucraina: associazioni di volontariato del Terzo settore, amministratori locali, imprese, singoli cittadini e famiglie stanno inviando aiuti e offrendo ospitalità e assistenza ai profughi che arrivano in Italia, con grandissima generosità, con profonda umanità.

Devo ringraziare particolarmente i sindaci e tutti gli esponenti del Terzo settore. A questo proposito, la settimana prossima verrà convocato il Comitato del Terzo settore, per la predisposizione del regolamento, che pende da tempo.

La forza di un Paese e di una democrazia si misura anche con la capacità di difendere i valori della dignità umana, della pacifica convivenza e dell’amicizia tra i popoli. In questo senso, il mio pensiero va anche ai tanti cittadini russi che condividono questi valori e condannano le violenze commesse ai danni del popolo ucraino (Applausi).

La crisi umanitaria, come lei ha detto, è senza precedenti nel dopoguerra in Europa. Per farvi fronte, l’Unione europea ha applicato, per la prima volta dal 2001, la direttiva sulla protezione temporanea in favore dei profughi ucraini. E anche questo testimonia la solidarietà e la compattezza dell’Unione europea; si vede anche in questo. Un’unità di intenti e di azioni che è indispensabile mantenere e che ci vede in prima linea.

Il Governo ha promulgato lo stato di emergenza fino alla fine dell’anno per intervento all’estero. Quindi, anche su questo fronte, il Governo ha reagito. Ha stanziato anche 3 milioni di euro, ha disposto lo stato di emergenza di rilievo nazionale, stanziando ulteriori 10 milioni di euro.; il 4 marzo il Ministro del Lavoro Orlando ha riunito il Consiglio nazionale del terzo settore per affrontare l’emergenza.

All’8 marzo – ho anche i dati odierni e il paragone dei dati dà un’idea non solo della dimensione, ma anche della velocità del fenomeno dell’arrivo – i dati sugli arrivi mostravano 21.095 cittadini ucraini; oggi i dati sono pari a 23.872. Principalmente, la frontiera attraverso cui passano è quella al confine italo-sloveno. Oltre il 90 per cento è costituito da donne e bambini. Di nuovo: all’8 marzo i dati mostravano 10.500 donne, oggi, 12.000; gli uomini erano 2.000, ora sono 2.200; i bambini erano all’8 marzo 8.500, oggi sono 9.700. E il flusso è certamente destinato ad aumentare.

I primi strumenti di assistenza sanitaria sono stati offerti e organizzati dalla Protezione civile, in particolare per la gestione e il contenimento dell’emergenza da COVID-19. Inoltre, è stato previsto un ampliamento della rete d’accoglienza. Abbiamo disposto, tra l’altro, che i cittadini ucraini possano essere ospitati in tutte le strutture di accoglienza per migranti, anche indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale o dal possesso di altri requisiti previsti. Lo sforzo organizzativo in atto coinvolge tutti i livelli di governo, sia al centro, sia sul territorio. E voglio ringraziare il Dipartimento della Protezione civile, il Ministero dell’Interno, le regioni e i comuni per il loro sforzo, in particolare sul fronte dell’alloggio per i profughi.

In questo scenario di crisi, l’Unione europea ha saputo riallacciarsi alle radici fondanti della costruzione europea: rispetto dei diritti umani e solidarietà, valori che l’Italia ha sempre posto alla base della sua politica di accoglienza.

Voglio ringraziare tutte le forze politiche e, in particolare, l’opposizione, per la grande prova di unità e lo spirito costruttivo dimostrati nella gestione di questa crisi.

Sono certo che l’Italia farà la sua parte fino in fondo. Come sempre nel dramma, nell’emergenza, nel terrore ci scopriamo migliori di come pensiamo di essere, per la grande prova, come dicevo, di unità e lo spirito costruttivo nella gestione di questa crisi. E sono certo che l’Italia farà la sua parte grazie anche alla qualità delle sue istituzioni, alla robustezza della sua società civile”.

Qui l’audio Podcast integrale del Question Time (Link)

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