Vertice a Kiev: i leader europei e Trump chiedono una tregua immediata, mentre il Cremlino pone condizioni
Kiev, Macron, Starmer, Merz e Tusk incontrano Zelensky. Il Cremlino avverte: “Stop alle armi per la pace”
KIEV – Il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro polacco Donald Tusk si sono recati a Kiev per incontrare Volodymyr Zelensky e riaffermare il pieno sostegno all’Ucraina, a tre anni dall’inizio del conflitto con la Russia. Alla riunione della cosiddetta “Coalizione dei volenterosi” ha preso parte in videocollegamento anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In una dichiarazione congiunta, i leader europei e Zelensky hanno chiesto alla Russia un cessate il fuoco totale e senza condizioni della durata di 30 giorni. L’iniziativa è stata sostenuta anche dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: “La tregua deve aprire la strada a negoziati di pace significativi. La palla è ora nel campo della Russia”, ha affermato, avvertendo che in caso di violazione Mosca dovrà affrontare nuove sanzioni coordinate con gli Stati Uniti.
Nel corso dell’incontro, i leader europei e Zelensky hanno discusso telefonicamente con il presidente americano Donald Trump, confermando l’impegno comune per la pace. L’Ucraina, ha riferito il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, è pronta ad avviare la tregua già da lunedì. Giorgia Meloni, da Palazzo Chigi, ha ribadito l’impegno dell’Italia per la sovranità e la sicurezza di Kiev e ha ricordato l’importante appuntamento di luglio, quando il nostro Paese ospiterà la Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina.
Macron ha avvertito che “in caso di violazione del cessate il fuoco da parte della Russia, verranno preparate sanzioni massicce coordinate tra Europa e Stati Uniti”. Gli Stati Uniti monitoreranno la tregua.
Zelensky ha illustrato un piano d’azione in quattro punti, condiviso anche da Trump: immediato cessate il fuoco di 30 giorni, rafforzamento della difesa ucraina, nuove sanzioni contro il settore energetico e bancario russo se Mosca non accetterà la proposta, e infine un impegno comune per la gestione dei beni russi congelati.
Dal Cremlino il portavoce Dmitrij Peskov ha dichiarato alla CNN che Mosca “rifletterà” sulla proposta, ma ha anche precisato: “È inutile fare pressione su di noi”.


