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martedì, Dicembre 7, 2021

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Una mostra sulle stragi nazifasciste nella guerra di liberazione

“Inauguriamo questa rassegna in una giornata di grande rilievo storico, perché ci rimanda all’inizio di una fase cruciale per la vita del nostro Paese, a quell’8 settembre 1943 in cui fu proclamato l’Armistizio, ebbe fine l’alleanza con la Germania nazista e prese avvio la nostra Resistenza”.

Inaugurata ieri pomeriggio, dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate al Vittoriano, la mostra dal titolo “Nonostante il lungo tempo trascorso…..” sulle stragi nazifasciste nella Guerra di Liberazione 1943-1945.

L’evento è stato preceduto dagli interventi del Procuratore Generale Militare presso la Corte Militare di Appello, Dott. Marco De Paolis, in qualità di Presidente del Comitato Scientifico promotore dell’iniziativa, e della Dottoressa Edith Gabrielli, direttrice del complesso monumentale del Vittoriano e di Palazzo Venezia.

Presenti, tra gli altri, il Sottosegretario alla Difesa Stefania Pucciarelli, il Presidente della Commissione Difesa del Senato Roberta Pinotti, l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Vikto Elbing, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, e i vertici militari.

“La mostra che inauguriamo costituisce certamente un momento di riflessione storiografica nell’ambito della gigantesca questione del nazifascismo, dell’antisemitismo, delle vite stroncate, perseguitate e dimenticate” ha aggiunto il Ministro evidenziandone il tratto innovativo.

“La sua peculiarità”- ha affermato – “risiede nella centralità del profilo giudiziario dei crimini avvenuti, alcuni impressi nella nostra memoria collettiva, altri poco noti, se non del tutto sconosciuti, molti addirittura volutamente occultati”. Il Ministro ha poi ringraziato per la presenza all’evento l’Ambasciatore Elbing per il “particolare significato e importanza perché testimonia, io credo, che l’amicizia tra i popoli si fonda sui valori della verità e della ricerca di una comune giustizia anche quando questo è doloroso, anche quando questo ci impegna a ripercorrere pagine rimosse dalla coscienza nazionale e a lavorare insieme per rafforzare questi legami nel servizio alla verità e alla giustizia”.

L’iniziativa, svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, rappresenta il punto di partenza di un progetto di più ampio respiro, riguardante la creazione di un Centro di documentazione nazionale sui crimini commessi durante la Guerra di Liberazione e sui loro risvolti giudiziari.

Obiettivo della mostra, far conoscere attraverso fotografie, documenti e video filmati una pagina importante della storia recente italiana legata ai crimini nazifascisti commessi in Italia e all’estero sulla popolazione civile e sui militari italiani nell’imminenza e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

L’attenzione è posta inoltre sul profilo giudiziario, anch’esso complesso e ricco di episodi poco noti o addirittura del tutto sconosciuti: i processi penali militari delle Corti Alleate e dei Tribunali Militari Italiani.
“Oggi, in un tempo fortunatamente lontano da quelle stragi, sentiamo il dovere di accostarci a quella memoria, a quel ricordo con un carico di grande dolore e sofferenza, ma anche di sentita gratitudine nei confronti di tante vite spezzate per la libertà e la democrazia” ha spiegato il Ministro che ha sottolineato l’importanza di recuperare, difendere e diffondere la memoria di quanto accaduto “perché mai più la perdita di fiducia nei valori fondamentali del rispetto della vita e della libertà individuale, che sono al centro della cultura e della storia europea, conduca a tragedie simili”.

La mostra si sviluppa su 6 sezioni: crimini di guerra sui militari, crimini di guerra sulla popolazione, i deportati, i processi, conclusioni e, infine, la sesta inerente ai video documentari.

La mostra rimarrà aperta al pubblico tutti giorni, ad esclusione dei lunedì, dalle 09.30 alle 18.00, fino al 30 settembre.

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