La Casa Bianca difende la politica commerciale del presidente, citando studi e dati a sostegno delle tariffe imposte tra il 2017 e il 2020
Donald Trump si prepara a rilanciare la sua politica dei dazi, sostenendo che nel suo primo mandato abbiano rafforzato l’economia americana. La Casa Bianca ribadisce che le tariffe commerciali “funzionano” e cita diversi studi per dimostrare gli effetti positivi delle misure imposte tra il 2017 e il 2020.
Con l’atteso annuncio di nuovi dazi, la Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione a sostegno delle politiche commerciali di Donald Trump, sottolineando come le tariffe abbiano portato benefici tangibili all’economia statunitense. “I dazi funzionano e il primo mandato di Trump lo dimostra”, si legge nella nota ufficiale.
Uno studio del 2024 ha evidenziato che le tariffe introdotte sotto l’amministrazione Trump hanno “rafforzato l’economia statunitense” e favorito il rientro di attività produttive, in particolare nei settori della manifattura e della siderurgia. Un rapporto del 2023 della U.S. International Trade Commission ha inoltre confermato che i dazi sulle importazioni cinesi hanno ridotto la dipendenza dal mercato asiatico, stimolando la produzione interna e incidendo solo marginalmente sui prezzi al consumo.
Secondo l’Economic Policy Institute, le misure tariffarie di Trump non hanno avuto un impatto significativo sull’inflazione. L’istituto ha sottolineato che, dopo l’introduzione dei dazi nel 2018, l’industria siderurgica americana ha visto un aumento della produzione, dell’occupazione e degli investimenti, con oltre 15,7 miliardi di dollari destinati a nuovi impianti e almeno 3.200 posti di lavoro creati.
Anche un’analisi dell’Atlantic Council ha evidenziato come le tariffe abbiano incentivato i consumatori statunitensi ad acquistare prodotti nazionali, mentre un rapporto del 2024 ha stimato che un dazio globale del 10% potrebbe generare una crescita economica di 728 miliardi di dollari e 2,8 milioni di nuovi posti di lavoro.
Tra gli effetti positivi dei dazi imposti da Trump tra il 2017 e il 2020, la Casa Bianca cita la riduzione delle importazioni di acciaio e alluminio di circa un terzo e un’ondata di investimenti in nuovi stabilimenti produttivi per un valore di oltre 10 miliardi di dollari.
Nella nota, la Casa Bianca ha inoltre accusato i media di aver diffuso previsioni errate sugli effetti dei dazi imposti durante il primo mandato. Tra gli esempi citati, un articolo di PBS del 2018 sosteneva che le tariffe avrebbero potuto compromettere la ripresa economica globale, mentre NPR parlava di “timori di guerra commerciale”. The New Yorker, nel 2019, ipotizzava addirittura una “recessione Trump” come conseguenza della politica tariffaria dell’allora presidente, e Politico affermava che la decisione di imporre dazi su acciaio e alluminio avrebbe causato il crollo dei mercati e tensioni con gli alleati internazionali.
Nonostante le critiche ricevute, Trump sembra determinato a riproporre la sua strategia commerciale per riequilibrare la bilancia commerciale degli Stati Uniti e proteggere le industrie nazionali. Resta da vedere quale sarà la reazione dei mercati e dei partner commerciali di fronte a una nuova ondata di dazi.


