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Vaticano, il 7 maggio inizia il conclave per eleggere il successore di Papa Francesco

I cardinali si riuniranno nella Cappella Sistina per scegliere il nuovo pontefice

A partire dal 7 maggio prossimo, nella Cappella Sistina, 135 cardinali sotto gli 80 anni si riuniranno per eleggere il successore di Papa Francesco, deceduto il 21 aprile. Tra i papabili, Parolin, Tagle ed Erdo.

CITTÀ DEL VATICANO – Inizierà martedì 7 maggio il conclave per eleggere il successore di Papa Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile all’età di 88 anni. La notizia è stata ufficializzata dal Vaticano, che ha comunicato l’avvio delle operazioni elettive secondo le tradizioni della Chiesa cattolica.

I cardinali elettori si ritroveranno nella Cappella Sistina, luogo simbolo dei conclavi, dove sarà richiesto il giuramento di segretezza e si procederà con votazioni a scrutinio segreto. La maggioranza richiesta per l’elezione è di due terzi. Le votazioni si susseguiranno finché non sarà raggiunta tale soglia. L’esito di ogni scrutinio sarà comunicato ai fedeli in Piazza San Pietro attraverso la fumata: nera se non si è giunti a un accordo, bianca quando sarà stato eletto il nuovo papa.

Degli attuali 252 cardinali, solo 135 hanno meno di 80 anni e possono partecipare al voto. La maggior parte di loro è stata nominata da Francesco, che ha operato una profonda riforma del Collegio cardinalizio privilegiando le “periferie” del mondo. A oggi, sono 190 i cardinali già presenti a Roma; quelli con diritto di voto dovranno essere in Vaticano entro il 7 maggio, salvo impedimenti gravi.

Le congregazioni generali, incontri preparatori che precedono il conclave, sono iniziate il lunedì successivo al decesso del pontefice. Servono a delineare il profilo del nuovo papa e a favorire la conoscenza reciproca tra cardinali, molti dei quali provenienti da Paesi lontani e spesso non in contatto diretto.

Tra i candidati più citati dagli osservatori figurano il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, considerato vicino alla Curia; il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, definito da alcuni “il Francesco asiatico” per il suo stile pastorale; e il cardinale ungherese Peter Erdo, espressione dell’ala più conservatrice del collegio.

Il prossimo papa dovrà confrontarsi con sfide complesse: dalla crisi delle vocazioni alla gestione dei rapporti con il mondo moderno, passando per le tensioni interne alla Chiesa e il cammino avviato da Francesco verso una maggiore collegialità.

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