Davanti al Parlamento Europeo, la Presidente della Commissione riafferma l’unità dell’Unione contro le minacce russe e gli attacchi all’ordine internazionale: “È il momento della massima incertezza, ma anche della massima responsabilità”.
Nel suo intervento al Parlamento Europeo, Ursula von der Leyen ha risposto alle recenti minacce di Vladimir Putin, che in un discorso a Sochi aveva esultato per le presunte “crepe nell’edificio europeo”. La Presidente della Commissione ha ribadito la necessità di mantenere la coesione tra Stati membri e istituzioni, difendere la sicurezza comune e proteggere la democrazia europea da disinformazione e attacchi esterni.
Nel momento forse più delicato per l’ordine mondiale dagli anni della Guerra Fredda, Ursula von der Leyen sceglie il Parlamento Europeo per rilanciare il messaggio di coesione dell’Unione. “Il mondo è in uno stato di precarietà come non accadeva da decenni – ha dichiarato la Presidente della Commissione – e l’Europa è in allerta massima”.
Richiamando le incursioni aeree russe, le azioni di coercizione economica e i continui attacchi all’Ucraina, von der Leyen ha dipinto un quadro di instabilità e minaccia diretta alla sicurezza europea. Ma il punto centrale del suo intervento è stato politico: l’unità come unica risposta possibile. “I nostri avversari non si limitano a sfruttare le divisioni – ha avvertito – le alimentano attivamente. È la più antica delle strategie: seminare discordia, diffondere disinformazione, creare un capro espiatorio”.
La Presidente ha fatto riferimento alle parole di Putin pronunciate a Sochi durante il Valdai Club, dove il leader russo aveva attribuito all’Europa la colpa della guerra in Ucraina e ironizzato sulle “crepe dell’edificio europeo”. “Putin non nasconde il suo disprezzo per la nostra Unione – ha replicato von der Leyen – né la sua soddisfazione per chi, in Europa, lavora per indebolirla dall’interno”.
Il messaggio della Commissione è chiaro: di fronte alle minacce esterne e alle tensioni interne, l’Unione deve ritrovare la sua forza nella collaborazione. “Non dobbiamo essere d’accordo su tutto – ha aggiunto – ma dobbiamo concentrarci su ciò che davvero conta: la sicurezza, la democrazia, la competitività e la creazione di lavoro di qualità”.
Von der Leyen ha poi rivolto un appello ai deputati ancora incerti in vista del voto sulle mozioni di censura. Ha riconosciuto la legittimità delle loro preoccupazioni su Gaza, Ucraina, commercio e rapporti con gli Stati Uniti, ma ha insistito sulla necessità di un impegno comune: “La responsabilità è di tutti noi, in questo momento pericoloso della storia”.
Il discorso si è concluso con una dichiarazione d’intenti che suona anche come una sfida alle parole di Putin: “Il messaggio che dobbiamo mandare è uno solo: l’Europa resta unita. E agisce unita. Lunga vita all’Europa”.
Il commento
Il discorso di Ursula von der Leyen rappresenta un punto di chiarezza in un momento in cui le democrazie occidentali sono sotto pressione. L’Unione Europea, spesso criticata per la sua lentezza decisionale, mostra qui la consapevolezza che la minaccia russa non è solo militare, ma soprattutto politica e informativa.
L’appello all’unità non è retorica, ma una chiamata alla responsabilità: la sicurezza europea dipende oggi dalla capacità di resistere alla propaganda e alle divisioni interne.
Chi in Europa cerca di relativizzare l’aggressione russa o di equiparare la NATO a Mosca fa, consapevolmente o meno, il gioco del Cremlino. Difendere l’Ucraina, la democrazia e l’Occidente significa anche difendere noi stessi.


