Nel suo discorso, il presidente parla di immigrazione, economia e sicurezza, ma apre anche a un possibile negoziato tra Kiev e Mosca
Trump si rivolge al Congresso e annuncia una svolta sulla guerra in Ucraina. Zelensky pronto al dialogo, segnali di apertura anche da Mosca. Il presidente promette di mediare per porre fine al conflitto.
Washington – Tra le molte tematiche toccate nel discorso di Donald Trump davanti al Congresso, un passaggio di particolare rilievo è stato dedicato alla guerra in Ucraina. Il presidente ha annunciato di aver ricevuto una lettera personale dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella quale il leader di Kiev si dice disponibile ad avviare colloqui di pace con la Russia, sotto la guida di mediazione americana.
“Ho appena ricevuto una lettera da Zelensky”, ha dichiarato Trump. “L’Ucraina è pronta a sedersi al tavolo delle trattative per raggiungere una pace duratura. Nessuno vuole la pace più degli ucraini”. Contestualmente, il presidente ha riferito di aver ricevuto segnali positivi anche da Mosca, lasciando intendere che esistono spiragli concreti per l’apertura di un negoziato.
Trump ha criticato duramente la gestione del conflitto da parte della precedente amministrazione Biden, sottolineando come gli Stati Uniti abbiano stanziato “centinaia di miliardi di dollari” per sostenere Kiev, mentre i Paesi europei hanno continuato ad acquistare gas e petrolio dalla Russia, finanziando indirettamente l’aggressione. “Abbiamo speso più di 350 miliardi di dollari, mentre l’Europa ha speso molto meno, nonostante la minaccia sia a casa loro e non a casa nostra”, ha aggiunto.
Secondo Trump, la guerra è diventata “un pantano senza fine”, con migliaia di giovani ucraini e russi che continuano a morire ogni settimana. “È tempo di fermare questa follia e mettere fine a un conflitto senza senso”, ha affermato.
Trump ha quindi rivendicato la sua intenzione di agire da mediatore per portare le due parti a un accordo, ribadendo che “se vuoi fermare una guerra, devi parlare con entrambe le parti”. Questa apertura rappresenta una svolta significativa rispetto alla linea di sostegno incondizionato all’Ucraina seguita fino a oggi da Washington.
Infine, il presidente ha ricordato la liberazione di Marc Fogel, un insegnante americano detenuto in Russia dal 2021, definendola un segnale concreto della sua capacità di negoziare con Mosca. “Abbiamo riportato a casa Marc in soli 22 giorni”, ha sottolineato, mettendo in contrapposizione la sua azione diretta con quella “inconcludente” della precedente amministrazione.
Con questo annuncio, Trump conferma la volontà di ridisegnare la politica estera americana, puntando su una maggiore autonomia rispetto all’Europa e sulla ricerca di soluzioni pragmatiche per uscire dalle crisi internazionali. “Sarà la diplomazia del buonsenso”, ha detto, ribadendo che la pace è una priorità strategica per il suo mandato.


