Il presidente rilancia tra stop and go: sospensione di 90 giorni e promesse di boom economico
Donald Trump ha annunciato una pausa di 90 giorni sui dazi reciproci per evitare instabilità finanziaria. Intanto celebra il calo dei prezzi al consumo e promette un’economia americana “più forte che mai”.
Nuovo cambio di rotta per Donald Trump che, a sorpresa, ha annunciato una sospensione di 90 giorni sui dazi doganali reciproci. Una tregua temporanea che non coinvolge tutti in modo uguale e che arriva mentre l’amministrazione americana rivendica dati positivi sull’inflazione e promette un rilancio storico dell’economia.
“È stato il giorno più importante nella storia dei mercati”, ha dichiarato il presidente durante una riunione di gabinetto trasmessa dai media. “Stiamo cercando di farci trattare con equità. Tutti vogliono un accordo con noi”, ha aggiunto, rivendicando i risultati delle sue politiche protezioniste.
Secondo l’ex segretaria al Tesoro Janet Yellen, dietro la scelta di sospendere i dazi ci sarebbe il timore di un effetto a catena sui mercati finanziari: l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato USA avrebbe spinto alcuni hedge fund a vendere massicciamente i loro asset, rischiando di compromettere la stabilità economica.
Nel frattempo, da Bruxelles è arrivata una mossa distensiva: l’Unione Europea ha annunciato la sospensione per 90 giorni delle contromisure tariffarie americane, aprendo alla possibilità di nuovi negoziati. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha parlato di “comunicazioni costanti” con Washington.
Parallelamente, la Casa Bianca ha diffuso un aggiornamento economico che conferma la narrazione ottimistica del presidente. Secondo l’ultimo Consumer Price Index, l’inflazione a marzo è scesa al 2,4% annuo, con una diminuzione mensile dello 0,1%: un calo inatteso, il primo dal periodo della pandemia. “Sotto il presidente Trump, l’America è tornata — ma l’inflazione no”, si legge nella nota ufficiale. A guidare la discesa dei prezzi sarebbero stati farmaci, biglietti aerei, auto usate, assicurazioni e carburanti, con un calo dell’energia del 2,4% solo nell’ultimo mese.
Trump punta ora a consolidare questi risultati con nuovi tagli fiscali, una deregulation “senza precedenti” e un rilancio della manifattura nazionale. Secondo i suoi consiglieri, l’attuale dazio del 10% sulle importazioni dovrebbe restare come base di partenza, salvo “accordi straordinari”.
Anche l’Italia prende posizione nel dibattito. La premier Giorgia Meloni conferma la sua visita a Washington, assicurando che si presenterà “con la schiena dritta” per proporre un negoziato nel rispetto delle posizioni comuni europee. Il ministro degli Esteri ha chiarito che l’atteggiamento poco diplomatico di Trump non modifica la strategia del governo italiano. Una precisazione ritenuta necessaria dopo le riserve espresse dal ministro francese dell’Industria, Marc Ferracci, che ha messo in guardia da incontri bilaterali potenzialmente divisivi per l’unità dell’Unione.
Le tensioni si sono infine stemperate dopo un chiarimento arrivato dalla portavoce del governo francese, Sophie Primas, che ha rassicurato: “Non c’è alcuna preoccupazione per la visita italiana. Tutte le voci che favoriscono il dialogo con gli Stati Uniti sono benvenute”.
Trump dal canto suo ha “freddato” l’iniziativa italiana: sui dazi tratterà con l’Unione europea “come un unico blocco” e non per singolo Paese”. Il Presidente si è anche detto sicuro che alla fine pure con la Cina, si riuscirà a trovare un accordo vantaggioso per entrambe le parti.
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